
Tra fine novembre/inizio dicembre, dopo aver arato si gettano manualmente i semi della fava di Carpino nei solchi.
Dopo qualche mese, i semi iniziano a germogliare per dare vita a nuove piante di fave.
Le erbe infestanti vengono estirpate manualmente.
Verso fine maggio viene effettuata la mietitura. Anche questo passaggio è fatto manualmente poiché i baccelli nascono molto vicini alla radice della pianta quindi una mietitrice meccanica distruggerebbe buona parte del prodotto.
Le piante vengono poi legate in covoni e lasciate ad essiccare nei campi.


A metà/fine giugno si prepara uno spiazzo nel terreno, l’Arj, sul quale vengono messi tutti i covoni che vengono poi schiacciati (pesatura) per frantumare le piante ormai secche e con le forche in legno si toglie la paglia.
Segue la fase della ventilatura che viene fatta nel primo pomeriggio poiché arriva la brezza dal lago: con la pala in legno si getta in aria del prodotto in modo che il venticello porta via la pula (polvere) mentre i semi di fave cadono sul terreno.
Si fa una prima pulitura sommaria sul campo quindi vengono raccolte le fave buone e portate in azienda dove vengono selezionate ulteriormente e riposte in contenitori d’acciaio fino al confezionamento.
Il prodotto di scarto viene raccolto e usato come mangime per le nostre pecore.